{ Recensione } "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Buongiorno lettori,
iniziamo il mese di maggio con la chiacchierata su "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano, un libro di cui vi ho già parlato, grazie al blogtour ad esso dedicato (qui la mia tappa e il recap delle altre), e a cui tengo molto perché mi ha davvero emozionato.


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"Cosa vuoi fare da grande?", rispondeva sempre nello stesso modo, e cioè: "felice qualcuno".

Trama.

Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi.

Perché leggerlo?

È davvero raro che io rimanga senza parole, ma dopo aver concluso la lettura del libro di Enrico Galiano, ho pensato per giorni a come ve ne avrei voluto parlare. Ma nulla, non ci sono parole per descriverlo e, dunque, mi esprimerò liberamente, senza seguire un ordine o un filo logico. 
Gioia è un personaggio che si è guadagnata un piccolo spazietto nel mio cuore, per la sua dolcezza, per il suo essere fragile e incompresa, per la sua forza e la sua intelligenza. Considerata "strana" dagli altri, io, come il mitico professor Bove e Lo, l'ho trovata perfetta. La paragonerei a un fiore di rara bellezza, quelli che è proibito cogliere, perché lei è straordinaria, con la sua sensibilità intuisce la vera essenza della vita, ne capisce il significato, anche se così giovane. Gioia è bella, e non mi riferisco all'aspetto; è una ragazza che riesce a respingere le cose brutte della sua vita e a costruirsi un mondo su misura, e nel farlo viene aiutata dalla musica e dalla fotografia.
Lo è un personaggio davvero curioso, tanto che fino all'ultimo è difficile da inquadrare, da comprendere. È indispensabile nella narrazione perché la storia con lui costituirà un momento importante per la crescita di Gioia.
"Eppure cadiamo felici" è un racconto impregnato di bellezza (capirete quanto possano essere meravigliose le parole!) e delicatezza, è una lettura che fa bene al cuore e che ci insegna a vedere il lato positivo anche nelle difficoltà davanti alle quali ci pone la vita.
Concludo invitandovi, non solo a leggere questo bellissimo romanzo, ma anche a seguire Enrico Galiano sui social, perché è un professore sui generis, di quelli "fighi" che sono rari da incontrare nella nostra carriera scolastica. È uno di quelli che ascolta, comprende, e riesce a toccare le corde del cuore delle persone.

Trovate la playlist del libro nella mia tappa, ma voglio lasciarvi con una canzone che dedicherei a chi, come Gioia, viene additato come "diverso", ma in realtà è davvero speciale!


"Don’t lose it all in the blur of the stars!
Seeing is deceiving, dreaming is believing,
It’s okay not to be okay…
Sometimes it’s hard, to follow your heart.
But tears don’t mean you’re losing, everybody’s bruising,
There’s nothing wrong with who you are!"


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