Recensione - "Cronaca di lei" di Alessandro Mari

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di "Cronaca di lei" di Alessandro Mari, edito Feltrinelli.
Il romanzo mi aveva incuriosita sin dalla sua uscita, a fine agosto, perché avevo seguito la diretta facebook dell'incontro con l'autore nella pagina della casa editrice (se siete curiosi la trovate qui) ed ero rimasta particolarmente colpita da come era stato presentato il libro.


"Perché dopotutto stare insieme è anche questo volere per l’altro, no?"


Trama.

Lei, la ragazza, è un'aspirante modella che si guadagna da vivere come può. Lui, Milo One Way Montero, è un pugile che conosce una sola direzione, andare avanti, e che andando avanti ha conquistato il titolo di campione del mondo. I due si incontrano, si annusano, si perdono. Quando si ritrovano, lui porta sulle spalle il peso di una bruciante sconfitta e di un'operazione all'occhio che lo ha reso più fragile; lei sembra pronta a farsi custode di quest'inedita fragilità. Parlano la stessa lingua, una lingua fatta di corpi che si intrecciano, di frasi scarne, ma soprattutto di gesti: lei copre con la mano l'occhio di lui, lui fa altrettanto con quello di lei. «Mi vedi?» si chiedono. E finché continuano a vedersi - malgrado le paure di lui, malgrado l'inafferrabilità di lei - il resto è solo rumore di fondo. Ma quel rumore c'è, e interferisce. C'è la provincia post-industriale italiana che Milo si è lasciato alle spalle. C'è il grande ritorno sul ring da preparare con il sostegno di un intero clan. E c'è Irene, la sorella di Milo, che gestisce l'impero economico nato attorno al brand One Way, ed è pronta ad andare contro chiunque minacci di ostacolarla o anche soltanto di intromettersi. A osservare il clan Montero, Leo Ruffo, giovane scrittore ingaggiato da Irene per raccontare la vita del campione. E il biografo allora diventa confidente, testimone di quanto accade dentro e fuori dal ring. Ma da che parte stare? Da quella di Irene, disposta a tutto pur di tenersi stretti la ricchezza e i privilegi faticosamente conquistati? O da quella della ragazza, che adesso cerca redenzione e giustizia attraverso la vendetta?

Perché leggerlo?

Alessandro Mari bazzica nel mondo dell'editoria da tempo e nell'ultimo romanzo il suo background è palese. Sa scrivere e sa raccontare, e lo fa con un linguaggio chiaro e uno stile pulito.
La storia ruota attorno a quattro figure principali che si rivelano essere complesse e particolari. Da Milo, pugile alla vigilia di una sfida importante, ci si aspetta la durezza tipica dei lottatori, ma in realtà si rivelerà a tratti ingenuo e fragile. Irene invece è una persona meschina, che non esiterebbe a stringere un patto col diavolo pur di mantenere il suo stile di vita da ricca viziata.
Poi c'è Lei, la donna misteriosa di cui non ci verranno mai forniti dettagli precisi, ma che è la chiave dell'intero romanzo e, a mio parere, il personaggio più intrigante del libro data la sua personalità contorta e contraddittoria. E infine, c'è Leo Ruffo, chiamato a narrare le gesta del grande campione, ma che grazie alla sua notevole sensibilità finirà per svolgere un ruolo ben più importante.
Pagina dopo pagina vediamo come i quattro interagiscono, si raccontano, si tradiscono e mentono.
Un romanzo crudo, sensuale e misterioso. "Cronaca di lei" dimostra che il ring non è altro che la metafora della vita e porta il lettore a riflettere: abbiamo tutti un avversario contro il quale combattere. 
E come Milo abbiamo legami che a volte ci impediscono di vedere le cose in modo chiaro e sentiamo il bisogno di affidare le nostre confidenze a qualcuno che ci aiuti a valutare le situazioni con lucidità.

Lettura intensa da affrontare con la bella "Diventi Inventi" di Niccolò Fabi nelle orecchie.


"[...] la ricerca più ostinata 
di quel bene esistenziale 
che è cercare di piacersi 
e di riuscire a fare in tempo. 
Io ci sono stato attento, 
Ho provato a starci attento. 
Fare assomigliare la tua vita ai desideri 
e ricordarsi di essere sinceri. "




Commenti

Post popolari in questo blog

{ Recensione } "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

"Favole fuorilegge" di Nicolai Lilin

Recensione - "Nessuno può volare" di Simonetta Agnello Hornby